Sanlorenzo Yacht - SL72

Ameglia (SP) - Cantieri Navali

La nascita di una collaborazione

Abbiamo iniziato a lavorare per la Sanlorenzo nel 2010. Fu il loro Responsabile Design a contattarci: vent’anni prima lavorava in Driade e si ricordava dell’alta qualità artigianale della nostra piccola azienda e della singolare attitudine alla risoluzione dei problemi tecnico-cantieristici del suo titolare, il signor Ermes Ponti.

Iniziammo con il più difficile dei lavori: completare un 72 piedi lasciato a metà da un’azienda in difficoltà. Riuscimmo bene e ci diedero da fare le prime barche, la loro taglia più piccola, il 72 piedi appunto.

Un metodo innovativo

Fin da subito ci approcciammo in modo del tutto diverso rispetto ai fornitori della nautica tradizionale: stimolati anche dalla distanza fisica tra Mantova e La Spezia, cercammo di portare in barca tutta l’esperienza acquisita durante gli anni precedenti nel settore Retail nell'ambito della progettazione, della produzione e dell’esportazione di boutique di alta moda in tutto il mondo.

Una piccola e silenziosa rivoluzione

Grazie alla nostra esperienza e al nostro metodo di gestione integrale del progetto, il processo lavorativo di una barca 72 piedi è stato completamente rivoluzionato, portando una boccata di ossigeno e novità nel mondo tradizionalmente conservatore della nautica: la progettazione esecutiva dell’arredo viene effettuata prima della realizzazione dello scafo; tutte le fasi cantieristiche e strutturali vengono governate dagli stessi disegni esecutivi, realizzati dal nostro project manager; la carpenteria è realizzata per fondersi con i successivi arredi, portando in barca prodotti finiti e non semilavorati da riadattare ed assemblare negli spazi angusti del cantiere.

Tempi e costi notevolmente ridotti

Poter controllare tutta la gestione organizzativa e tecnico-esecutiva del cantiere ci ha consentito da un lato di aumentare la qualità artigianale del prodotto e ottenere un sensibile miglioramento della coerenza tra struttura ed arredi, dall'altro di abbattere sensibilmente i costi, dimezzare i tempi di consegna medi degli arredi di ogni imbarcazione e ridurre al minimo gli errori in fase di esecuzione.

Uno yacht su misura per il cliente

Fotografata nel porto di Rapallo, questa imbarcazione è un 72 piedi con arredi in rovere naturale e pavimento in wengé. Subito colpisce per la sua eleganza e per i dettagli raffinati di grande effetto. In realtà questa è solo una delle numerose imbarcazioni 72 piedi realizzate per la Sanlorenzo, ognuna con finiture ed interni custom-made per il cliente.

L’installazione in opera di prodotti finiti

Il banco timoneria – il cuore dell’imbarcazione – è stato interamente realizzato in laboratorio e solo successivamente installato in cantiere, così come i letti della cabina ospiti e altri singoli pezzi di arredo, per agevolarne la messa in opera.

In particolare, i letti sono stati realizzati con apposite sagomature (dette “dime”), per permettere poi agli installatori di appoggiarli ed incastrarli perfettamente alle due nervature strutturali (“madieri”) sulle murate di riferimento.

La venatura del legno

Operazione di importanza fondamentale è la selezione accurata dei pacchi di tranciato, poi cuciti per realizzare l’abito della barca.

Grazie alla nostra grande esperienza in merito, siamo stati in grado di realizzare delle cabine con continuità di vena orizzontale perfetta, come si può vedere dalle rivette perfettamente combacianti delle armadiature della zona giorno in rovere naturale.

In questo caso la selezione a monte è stata critica perché la naturalità della vernice mette in rilievo anche il minimo eventuale difetto del rovere.

L’impiego di ferramente speciali

Abbiamo appositamente scelto di utilizzare calamite speciali, cerniere ammortizzate e altri tipi di ferramente speciali, per ottimizzare i sistemi di apertura e chiusura sull’imbarcazione, dove lo spazio ridotto necessita il ridurre l’ingombro degli arredi.

La scelta di vernici speciali

Potendo contare su un laboratorio di verniciatura interno, abbiamo avuto modo di portare avanti una seria ricerca e sviluppo di campioni e test di verniciatura per ogni imbarcazione e ogni tipo di essenza.

Ad esempio siamo riusciti a ridurre i danni che il naturale strato d’unto del teak apportava nelle successive fasi di verniciatura, mettendo a punto un particolare isolante da applicare prima del cosiddetto “fondo” (la prima mano di vernice).

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