The Renaissance Link è un’associazione nata a Milano nel 2009 che raccoglie molte menti della cultura italiana che si sono proposte di identificare, in un mondo globalizzato, la via migliore per non perdere l’ identità culturale e i “valori distintivi della qualità italiana che possono diventare universali: creatività e innovazione, bellezza e sostenibilità, ricchezza delle differenze, radicamento nel territorio”, e diventare allo stesso tempo un caso di successo economico e sociale.

Lo scopo non è semplicisticamente di difendere il Made in Italy, ma di “elaborare in modo evolutivo la ricerca di un nuovo paradigma socio-economico, dando spazio al valore della felicità quotidiana”.

L’Associazione si ripropone, con un manifesto in dieci punti, di promuovere culturalmente il modello rinascimentale italiano, nel quale cultura, gusto del bello, capacità del fare e capacità di integrare i saperi, capacità di insegnare e capacità e umiltà nell’apprendere, ben si legano alla capacità imprenditoriale e culturale di chi rimane ben radicato nel territorio.

Si cerca, cioè, di promuovere la cultura del saper fare, del bello che c’è nel saper fare più che nella cultura del profitto: la motivazione che porta ad agire diventa un fortissimo motore propulsivo di ricchezza e successo dell’impresa e delle persone che ne fanno parte, imprenditori e collaboratori, con beneficio del territorio e tessuto sociale tutto.

La promozione culturale di questi valori rende l’associazione The Renaissance Link disponibile a divenire “un collettore e catalizzatore di proposte, progetti, persone ed energie che sentono di essere in sintonia con questi temi per dare all’Italia, all’Europa e al mondo nuove prospettive di sviluppo e concrete energie per la crescita.

Oltre due anni fa, un gruppo di ricercatori di varie discipline – legati dalla stessa visione del mondo e alla comune appartenenza a The Renaissance Link – si propose di individuare 10 aziende italiane che maggiormente rappresentassero, in quel particolare momento storico, un modo di fare impresa che seguisse gli stessi valori fondativi dell'associazione.

Da questo lungo lavoro di ricerca e indagine ne nacque un libro, intitolato “Il Talento dell’impresa” (a cura di Giovanni Lanzone e Francesco Morace, Nomos Edizioni).

A questo primo volume, ha fatto seguito un secondo libro “L’Impresa del Talento. I territori creativi delle aziende italiane”, che si propone di continuare il racconto delle grandi capacità imprenditoriali delle aziende italiane a conduzione famigliare, persino in questi anni di crisi profonda.

Le storie delle dieci aziende (fra cui la Ermes Ponti) raccontate in questo secondo libro dimostrano la capacità e soprattutto “il talento” di saper comprendere il cambiamento in atto, e ciò nonostante continuare a perseguire quei valori e quelle peculiarità italiane del gusto del bello, del saper fare, del saper creare dal nulla e del saper riconoscere e puntare sulla sensibilità e maestria altrui.